Filippo Giunta, il nostro 1. Reggae Ambassador ci racconta la sua visione.

Filippo Giunta, il nostro 1. Reggae Ambassador

“Il Reggae ti da la colonna sonora di un bellissimo film in cui siamo tutti fratelli”

Con Filippo Giunta , presidente del Rototom Sunsplash, abbiamo, venerdì 27 marzo 2021, inaugurato la nostra session di video in diretta. Durante i prossimi mesi conferiremo il riconoscimento come “Reggae Ambassador” a una serie di personaggi che hanno promosso la cultura reggae giamaicana in Italia attraverso la musica, il sociale e lo spettacolo.
Presenti durante la diretta su Facebook il presidente dell’associazione One Love Lucio, la responsabile media e giornalista Elis e il nostro reggae reporter Ras Ale di Reggae Revolution.

Attraverso le sue parole nei 38 minuti passati insieme a Filippo, si evince bene il perché sia stato scelto non solo come Reggae Ambassador, ma anche come mai abbiamo deciso di dare proprio a lui la tessera numero 1 dell’associazione One Love. Filippo dimostra subito la sua umiltà nel ricevere sì, volentieri questo titolo, ma di volerlo ricevere a nome di tutto il suo collettivo “perché senza la fortuna di essere circondato da trenta anni da tante brave persone talentuose e soprattutto appassionate non avrebbe mai ottenuto lui, che si reputa una persona molto comune e non eccezionale,  alcuno degli obiettivi e riconoscimenti”. Eppure poi dalle sue stesse parole che seguono in cui spiega l’unico merito che si sente di darsi, emerge tutta la sua grandezza: l’aver saputo tenere insieme tante persone differenti, insegnandoli a non fissarsi sulle differenze, ma al dar valore alle cose che ci accomunano, quelle importanti come l’etica, la visione di un futuro di un certo tipo piuttosto di un altro.

Il suo esser stato in grado di fare da collante tra tante realtà e l’aver saputo mettere insieme tante persone che magari tra di loro per divergenze caratteriali non sarebbero andate d’accordo, hanno permesso al Rototom di crescere tanto. Che poi, come lui stesso ci ha spiegato, questo rispecchia semplicemente lo stesso spirito con cui è nato il Sunsplash, un raduno nazionale reggae forte di questo concetto del mettersi insieme, del volersi bene, capace di accettare limiti e difetti di ognuno e fissandosi solo sulle parti buone di ognuno senza mai smettere di crederci.

Durante la live Filippo ci ha poi raccontato diversi aneddoti relativi agli albori del Rototom in Italia dal 1991 in poi, quando organizzò il primo Italian Reggae Award e quando ancora prima organizzava una discoteca rock dove a un certo punto per calmare gli scatenati pokisti si passava alle sonorità reggae, che riportavano la calma nel locale. Lui si reputa innanzitutto un grande amante di tutta la musica, ma descrive il reggae come una musica dalle vibrazioni che ti calmano e ti fanno stare bene con le altre persone. “Il reggae ti da la colonna sonora di un bellissimo film in cui stiamo bene e siamo tutti fratelli e se manca questo aspetto rimane solo una musica che perde tutto il suo valore sociale.” -una descrizione del reggae in cui ci rispecchiamo in pieno anche noi, come anche al resto delle sue dichiarazioni. “Sono proprio i valori sociali e tutto quello che gira intorno al reggae che non andrebbero mai dimenticati, perché senno ci si perde”.

E con queste parole Filippo ci ha invitato a noi dell’associazione One Love, che oggi ci poniamo il compito di riunire la scena reggae nazionale a non dimenticare il concetto di unity. “in Italia bisogna lavorare molto per recuperare lo spirito di unità- abbiamo peace, love e unity, a cui però non si da la stessa importanza, e invece sono tutte e tre allo stesso livello, senza unity non andiamo da nessuna parte. Perché quando uno dei tanti della famiglia riesce a ottenere un successo bisognerebbe essere tutti contenti e non invidiosi. Perché dopo di lui magari tocca a me e indifferentemente di quando toccherà anche a me l’importante è crescere. Il Rototom in Italia aveva fatto questo lavoro di far crescere la scena e  ha fatto gioire tutti insieme dei successi di un singolo,  questa era la bellezza che si era creata con il festival del Rototom.”

Prima di chiudere questa piacevolissima chiacchierata con il nostro primo Reggae Ambassador, Filippo ci ha svelato anche qualche novità in arrivo da Benicassim.

Per la prima volta il Rototom sta lavorando a un disco live con tante canzoni famose in versione live, che uscirà pure in vinile. I tempi di uscita vanno a ritmo del reggae, quindi si porta pazienza, mentre tutto il collettivo non ha mai smesso di lavorare speditamente continuando a credere a una nuova edizione, progettandola e studiandola con soluzioni sempre nuove.

Con le istituzioni da sempre aperte al dialogo e in attesa di sentirsi confermata la discesa della curva pandemica, si confida nel realizzare quest’estate una edizione dai numeri ridotti, dove una volta presentato o il certificato di vaccino o sottoponendosi a test rapido sul momento, si possa poi dare  il ‘libera tutti’ a chi entra, senza mascherine e distanziamento, perché il Rototom non è un concerto ma è un esperienza da vivere e solo a queste condizioni è pensabile realizzarlo. E con queste parole Filippo ha ribadito l’importanza di non perdere mai la fiducia, di restare sempre ottimisti e di non farsi trovare impreparati, meglio lavorare per niente che avere il rimpianto di non essersi trovati pronti al momento giusto. Con lo stesso spirito anche noi ci stiamo rimboccando le maniche e facciamo tesoro per primi dei consigli che Filippo con il suo ottimismo ci ha lasciato durante questo bellissimo incontro.

Questo è stato solo il primo di una lunga serie di incontri, che attraverso le parole dei personaggi che hanno contribuito negli anni a costruire la scena reggae italiana, vuole spingerci oggi a unirci e a far riemergere quel rispetto dei nostri grandi valori di peace, love & unity che sentiamo troppo lontani nella nostra amatissima scena reggae nazionale.